Concorso Buk — 22 gennaio 2014

Molti anni fa mi raccontarono di un uomo molto basso, magretto e dai modi gentili. Un grande studioso che non sapeva che senso avesse per sé vivere nella città coi rumori e il viavai; e così decise di rinchiudersi nella sua Università vicino Streben e non ne uscì che da morto. Ma questo solo dopo aver scritto tanto e insegnato tanto.

Non uscì proprio mai dall’Università ed erano i suoi discepoli a portargli del cibo. Fu proprio uno di questi a raccontarmi del filosofo Saul, nato nel 1804 a Krugburg, sul lago di Costanza.

Il filosofo voleva tanto conoscere Dio ma sapeva che la sua mente non poteva capirlo. Quest’uomo visse tutta la vita all’Università per capire l’impossibilità del Dio che amava, e che sapeva di non poter cogliere.

Una notte del 1868, così mi fu detto, Saul dormiva già da alcune ore, sentì una serie di rumori dalla biblioteca del piano terra. Accese una candela e scese le scale, non decifrando chi potesse procurare quei rumori. Davanti al camino, che ancora emanava calore da una leggera brace, vide una giovane cagnetta gravida, pronta per partorire! E visto che Saul era anche un grande scienziato oltre che filosofo (anche se conosceva alberi e animali solo dalle illustrazioni in bianco e nero dei libri) aiutò la cagnetta a partorire. Tre cuccioli microscopici uscirono dal ventre della cagnetta e Saul ne fu lieto, lietissimo. Prese una grande cesta, ci mise dentro degli stracci e sopra la mamma coi cuccioli. Dal giorno seguente chiese ai discepoli di portare cibo anche per la cagnetta, dato che avrebbe dovuto produrre del buon latte. Scrisse per l’occasione la sua unica poesia di cui rimangono solo i seguenti frammenti:

 

……. meraviglia! …. ……..

davanti al fuoco che ……

il cuore subito mi si acc[ese]

e tu mi guardasti da là

mentre io ………. ……..

… ……… cagnetti ………….

…. ….. …  ……………..

O se la luna e il sole

si confondessero

e s’aprissero

e il tetto si scard[inasse].

E se tu potessi

…… ……. ……

….. … …..

e la coda tua mi ………..

……. …… …….

……. …….

pace perpetua.

 

Dopo sei mesi la cagnetta coi suoi due cuccioli (uno morì poco dopo il parto) se ne andarono per la campagna da dove erano venuti e Saul proseguì i suoi studi su Dio e l’impossibilità di conoscerlo e sulla tensione umana a conoscerlo.

Molti discepoli amavano conversare con lui ed egli era molto felice di questo. Si sedevano sulle poltrone davanti al camino e per ore e ore conversavano. Il suo discepolo mio interlocutore m’ha detto che, dato che era molto basso, quando era seduto non arrivava coi piedini a terra e quindi li muoveva disarticolati mentre parlava di Dio e della tensione impossibile a lui.

E così trascorsero anni e anni e Saul non uscì mai dall’Università e i discepoli continuavano a portargli il cibo. Ma il grande filosofo mangiava e dormiva sempre meno. Voleva solo capire.

Scrisse e pubblicò talmente tanti libri che, se impilati, lo avrebbero superato in altezza.

Risolse molte questioni fondamentali della filosofia tedesca: disse che sulla luna non vivono i lunari, che non c’è nessuna forma di vita, disse che la matematica è diversa dalla filosofia, disse e disse.

Fece persino un avvincente corso sugli elefanti, che mai aveva visto, se non sui libri dalle illustrazioni in bianco e nero. Non aveva visto mai neanche un Ginkgo biloba, ma ci scrisse un libro dopo aver confrontato tutti i testi tedeschi su quell’antico albero.

Alla fine morì.

Sulla sua lapide i suoi discepoli fecero incidere:

 Saul da Krugburg

1804-1884

Professore della Ragion Suprema

A perenne ricordo

Nessuno riconobbe la vecchissima cagnetta che all’improvviso arrivò al cimitero mentre tumulavano Saul. La cagnetta rimase da una parte, mezza cieca, muoveva il naso verso la terra smossa davanti alla lapide. Guaiva.

Vi giuro che soltanto un bambino le fece un sorriso.

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