Approfondimenti Rivista — 29 agosto 2013

Occasionalmente, alcune recensioni restano oscure al lettore. Leggendole, infatti, non si riesce bene a capire se il recensore voglia riferirsi allo stile, alla trama o alla vita dello scrittore.

Marco Petrella fumettista e illustratore romano, che lavora settimanalmente per le pagine dell’Unità scrivendo recensioni a fumetti, ha proposto e curato il progetto di una raccolta di tutte le sue strisce pubblicate sull’Unità con l’aggiunta di alcune strisce inedite in Stripbook, edito da Clichy. I libri da recensire non vengono scelti da lui, bensì dal suo alter ego, il libraio Arturo, nato dalla matita di Petrella, protagonista delle sue strisce, che tra tutte le novità che riceve nella sua libreria sceglie i titoli da recensire, prediligendo maggiormente la letteratura americana, gli autori del Nord Europa, dell’Inghilterra e soprattutto dei fumetti.

Con poco più di quattro vignette e poche righe, nelle sue strisce, Marco Petrella riesce a raccontare, con un approccio molto informale, quasi 200 libri con le loro storie, i personaggi, la vita dell’autore, le riflessioni e i pensieri che da esso scaturiscono, ma non solo, a volte ci propone anche dove sarebbe più adatto leggerli. Petrella afferma di avere molta libertà di critica e di scelta sulle opere da recensire per l’Unità, anche se la lunghezza dei libri da recensire lo condiziona poiché non riesce a leggere più di 250 pagine a settimana per poter consegnare i disegni al giornale in tempo.

Jonathan Lethem, uno degli scrittori americani di maggior successo degli ultimi vent’anni, ha scritto l’entusiastica prefazione del libro Stripbook in cui mostra il suo apprezzamento per il lavoro del fumettista romano. Anche molti altri scrittori, ad esempio Moody, Zadie Smith, Maurizio Maggiani, Antonio Skarmeta, Don De Lillo e Helen Humphrey, esprimono giudizi favorevoli nei confronti delle strisce del Petrella, grazie al fatto che attraverso le sue vignette riesce a far parlare gli scrittori con i loro personaggi, a farli diventare personaggi loro stessi per poter spiegare al meglio le loro opere.

Scrive Lethem; “Quando mi è arrivata per la prima volta, più di dieci anni fa, la “traduzione” di uno dei miei lunghi, ponderosi artefatti verbali nelle eleganti, snelle, incredibilmente essenziali e complete vignette di Marco Petrella, sono rimasto sbalordito. Per prima cosa dalla loro bellezza, e poi dall’apparentemente impossibile dimostrazione di familiarità da parte dell’artista, familiarità con il mio lavoro e la sua essenza, a me ritrasmessa con il semplice gesto della mano”.

La recensione tramite vignette è un metodo innovativo, a mio avviso efficace, colorato e divertente, adatto a tutti i lettori e a tutti i libri. In un mondo in cui ormai domina l’immagine e la foto penso che la vignetta, col suo carattere chiaro e conciso, possa essere il mezzo più adatto per attirare l’attenzione ed invogliare possibili lettori alla lettura di scrittori conosciuti e sconosciuti, affiancandosi con carattere di complementarietà alle recensioni classiche.

 

Raffaella Ritunno

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