Curiosità dal web Rivista — 16 dicembre 2013

La stroncatura è un incubo per ogni scrittore. Sebbene “nemmeno Gesù stesse simpatico a tutti” e sia quindi fisiologico che a qualcuno il proprio lavoro, o capolavoro, non piaccia, la possibilità di poterne scrivere liberamente utilizzando termini denigratori sul web mette sotto pressione. Diciamocelo.

Certo, chiaramente non tutte le opinioni sono uguali, e non tutte le stroncature hanno la stessa autorevolezza, però riuscire ad evitarle sarebbe il massimo.

Di sicuro, però, anche una critica pungente e ben assestata può essere mossa con stile. È il caso di Chris Roberts, di Brooklyn, diventato famoso per aver scritto 276 commenti negativi su Amazon, molti di questi in versi. Trait d’union di tutte queste 276 proprio la stroncatura. O si tratta di un pervicace disturbatore del web (un troll), o dell’inventore di un nuovo genere letterario sul web: la stroncatura in versi liberi.

A questo Dr House della critica non manca la capacità di farsi odiare, e lui ci mette del suo. Di Nabokov critica Lolita: “L’autore definisce il romanzo una tragedia. Ma non ci sono personaggi epici o momenti epocali di ascesa e caduta”. Le recensioni in versi liberi sono il forte di Chris Roberts, come questa a “S” di Doug Dorst, uno scrittore americano: “Allitterativo… questo romanzo…/Collaborativo, sferraglioso (“clanking”), cacofonico…./ Mistero…./ Mistero../Racconti… non neofiti… racconti…”. Si firma ‘Chris God’ o ‘Chris God’s God’, Dio di Dio.

Rabbia e sfrontatezza sono gli aggettivi che ben definiscono il suo stile, che è anche riconoscibile su Twitter . Cinguetta, sempre criticando qualcuno o qualcosa, per lo più riferendosi al mondo della narrazione. Se la prende con l’editoria che non capisce il suo talento. Scrive un’email a un editore americano, HTML Giant, introducendosi, nell’oggetto della email, con un “Ehi tu”. Il resto della missiva (quel che si può tradurre qui, per non scadere nel volgare) è: “Scrivo storie che fanno sembrare Hemingway e Fitzgerald dei poppanti… non ho tempo da perdere con gli editori”. Ha pubblicato un racconto su Amazon Kindle, Hazy Shade of winter (letteralmente L’ombra del nebbioso inverno), che ha ricevuto solo due stelline e qualche recensione negativa, in prosa. Forse la narrativa non è il suo forte. Ma con le stroncature in versi liberi ha sicuramente inventato un nuovo genere.

Daniele Dell’Orco

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