News Rivista — 15 gennaio 2013

Le ombre dei giorni tristi, della crisi, dell’insoddisfazione smorzano i colori dell’alternativa che abbiamo di fronte; quindi tutto appare così sbiadito che nessuno sguardo si leverebbe oltre la nebbia per scorgere il sereno.

In una situazione deludente, come quella italiana oggi, l’opinione comune gonfia ancor di più la bolla di sofferenza dentro cui siamo e che nessuno sembra disposto a scoppiare. Tutti ci lamentiamo di questo clima critico, di quei mali che sembrano nati con la nostra patria; così facendo l’insoddisfazione alimenta il senso di impotenza che ormai colpisce tutti i cittadini, a partire dai più giovani.

Almeno però possiamo giustificare ogni sventurato evento.

Un timido gesto speranzoso viene guardato con compassione e tenerezza, come se già sapessimo che tutto comunque sarà vano, che è meglio non partire per poi tornare dove si è già stati. L’inettitudine si è stanziata, così immobili e mimetici aspettiamo che la tempesta si plachi, senza farsi trascinare da quel vento mortifero. Se è vero che l’uomo sa adattarsi a qualsiasi situazione, è anche vero che spesso confida nel tempo perché questo si prenda la briga di risolvere i mali.

E allora questa fitta nebbia dovrebbe sotterrare anche chi, nonostante la vista ostruita, va avanti con il fiuto e l’ambizione?

E’ iniziato il countdown per “Tutta la vita davanti”, il programma di La7 che ha raccolto le storie dell’Italia che reagisce, che affronta la crisi con l’inventiva e l’istinto. Il giornalista Giovanni Abbaticchio racconta nel suo blog come è stato realizzare un progetto che racchiude le esperienze di molti Italiani.

I protagonisti sono stati i giovani che per passione e spinti dalla crisi hanno deciso di intraprendere l’esperienza di mettersi in proprio e hanno scommesso sul futuro. Tra questi l’editore ventunenne Francesco Giubilei, fondatore di Historica Edizioni, e di due progetti nati dal seno della casa editrice stessa che stanno riscontrando un notevole successo: il sito letterario ScrivendoloVolo e “Leggere é rock”, l’iniziativa che, anche attraverso ScrivendoloVolo, prevede l’organizzazione di diverse serate e presentazioni per sensibilizzare i giovani alla lettura.

Nel corso delle varie puntate si mostrerà come ancora i vecchi mestieri resistono e nel clima generale di difficoltà hanno saputo trovare un terreno fertile in cui crescere. Poi ancora altre storie di attività singolari che risuonano comunque come risposta, come lotta, come sopravvivenza dignitosa. L’intento di Abbaticchio e di tutto lo staff che ha contribuito alla realizzazione della trasmissione è stato quello di rendere un tributo alle esperienze di cui si è fatto testimone e portavoce.

In ogni puntata saranno presentate tre storie attraverso le varie documentazioni raccolte e poi saranno commentate in studio con il pubblico.

Dal 19 gennaio alle ore 14 su La7 verrà raccontata l’Italia che c’è, l’Italia che reagisce e lavora.

Ho vissuto una settimana con la gente del terremoto in Emilia, ho cavalcato il mar Tirreno con le pescatrici in rosa di Marina di Carrara, ho fatto il pane in canoara fino all’alba con Fabio, ho visto costruire calessi e carri a Turi in Puglia, ho vissuto in carcere 3 giorni con Rosaria a Vallo della Lucania, a Sassari con la bella storia di sport della Dinamo Basket, ho riparato vespe e motori d’epoca a Cagliari con Marco e Nicola, pescato anguille sul Tevere con i fratelli Bergamini, zappato terreni e piantato pomodori e fatto caciotte con due sorelle super; ho conosciuto tre ragazzi di Firenze che fanno cappelli fighissimi a mano, giovani calzolai, inventori di giochi, precursori di nuovi modi per educare i figli all’inglese, mastri birrai, liutai, giocolieri, carwasher,   giovani editori, uomini di 55 anni ritornare in bottega e imparare un mestiere dopo un licenziamento e molte altre, tante, tantissime. Ho vissuto, semplicemente… sono andato in apnea, pianto e riso, abbracci e saluti. Bellissimo.” (Giovanni Abbaticchio)

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