News Rivista — 02 dicembre 2012

Ognuno di noi ha una passione che funge da appiglio nella vita, un amore che se non praticato ci fa sentire vuoti e vuote fa apparire le nostre giornate. Così come un ballerino sfrutta appieno il suo corpo nel timore misto a consapevolezza che un giorno la vecchiaia non gli permetterà più di danzare, un lettore appassionato usa tutto il suo tempo libero per leggere il più possibile, come per paura che la vita non gli basti per saziarsi di parole. Cosa fareste quindi se le peripezie della vita vi togliessero la possibilità di continuare a coltivare la vostra passione? Apprezzereste comunque la vostra esistenza? C’è qualcuno che grazie al tanto criticato progresso tecnologico nel campo culturale ha potuto portare avanti la sua passione per la lettura nonostante l’indisposizione causatagli dalla malattia.

La degenerazione maculare colpisce la parte centrale della retina e rende via via sempre più difficile la visione centrale, fino alla perdita totale della facoltà. Meghan Laslocky racconta in un articolo sull’Huffington Post la storia di suo padre, lettore accanito che aveva fatto dei libri una delle sue ragioni di vita, colpito dalla patologia sopra indicata. Quando fu costretto ad allontanare i libri dal suo comodino, l’uomo non si era ancora arreso ed aveva continuato a leggere con lenti spessissime e difficoltà inaudite pur di deliziare le sue giornate con le storie da lui tanto amate. Ma sua figlia, vedendo l’enorme sofferenza del padre e essendosi preposta l’obiettivo di accompagnarlo nella malattia con tutto l’entusiasmo possibile ha cercato di risolvere il problema ricorrendo alla passione stessa del padre, ma sotto un altro punto di vista. Grazie a un Kindle Meghan ha ridonato al padre la voglia di vivere ed affrontare la malattia, la felicità è ora visibile sul suo volto mentre legge su uno schermo piatto dimenticando il peso della lente. Forse non c’è poi tanta differenza tra cartaceo e digitale, forse non esiste nessun muro tra le due versioni di uno stesso capolavoro. Questa storia vuole dirci che i libri salvano la vita, e che tu possa palpare la consistenza delle pagine o solo sfogliarle con un tocco impercettibile ció che conta è che scelto un titolo avrai un buon motivo per vivere un giorno di più.

Gaia Schiavetti

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