Le ruote che corrono sull’asfalto caldo portando su di sé tutte le speranze di un ex maestro che guarda con sconfinata passione al futuro, lo strano tetto di una casa mobile che inesorabilmente spinge gli occhi affamati dei bambini a saziare la loro curiosità avvicinandosi, gli scaffali pieni di libri che non hanno ancora capito perché, a differenza dei loro amici che se ne stanno silenziosi in polverose librerie, relegate in oscure stanze, a loro è toccata la fortuna di una vita “on the road” in sella ad un’Ape.

Così si presenta il “Bibliocarro”, un’iniziativa di Antonio La Cava, abitante di Ferrondina (Matera), che nonostante il pensionamento, continua ad amare con tutto se stesso l’istruzione e la lettura e lo dimostra girovagando, ormai da 10 anni, con la sua biblioteca mobile.

A differenza di molti insegnanti, che spesso impartiscono libri da leggere ai bambini come fossero medicine amare, il Signor Antonio ha colto nell’essenza quello che serve ai piccoli lettori: ogni giorno con dedizione, porta a termine il suo sacro rito, sistemando tavolini e sedie intorno alla sua Ape e coinvolgendo giovani menti nella scoperta della liturgia letteraria.

I bambini si sentono così liberi di accarezzare, osservare e sfogliare con attenzione le pagine di un nuovo piccolo mondo, indipendentemente da costrizioni o ordini impartiti dagli altri, hanno la possibilità di scegliere quello che li affascina maggiormente.

Insegnare ad apprezzare la carta stampata è compito assai arduo e spesso le modalità con cui gli studenti delle scuole primarie approcciano alla lettura, si rivela sbagliato e spesso inconcludente e ha il solo risultato di allontanarli precocemente da qualcosa che potrebbe arricchirli e renderli migliori.

Erroneamente, educatori e genitori vedono il libro come uno strumento di conoscenza obbligata e viene trasmessa l’allarmante idea di imposizione; bisognerebbe, invece, accompagnare e guidare in una scelta consapevole i piccoli lettori, convincendoli che dietro ogni frase d’inchiostro si cela un’anima e che grazie ad essa si manifesta la magia dell’immaginazione.

Questo il maestro Antonio lo sa bene e nonostante non sia sovvenzionato da nessun organo e debba provvedere da solo alla raccolta dei volumi che affollano la sua libreria (oggi ne conta ben 1200), non ha intenzione di abbandonare il suo sogno; commovente vedere tanto impegno, ma forse ci lascia un po’ di tristezza sapere che quest’iniziativa geniale non venga appoggiata né dalla provincia né dalle scuole della Basilicata.

La fiamma della cultura arde ed è dura a morire; aggrappiamoci a questa convinzione con speranza e affianchiamoci a persone che ancora la difendono dal vento dell’indifferenza e dell’ignoranza.

 

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