News Rivista — 07 agosto 2013

Prima della “rivoluzione culturale” del ’68, portare avanti gli studi fino alla laurea era un privilegio per pochi. Ora, in tempi di crisi e di tagli all’istruzione, a quanto pare, sembra essere diventato un lusso. Per pochi, sempre.

L’Italia si trova al quart’ultimo posto in Europa per numero di matricole (3.302 iscritti all’università per 100.000 abitanti). n nove anni si sono perse ben 70 mila nuove iscrizioni: è stato questo il grido d’allarme lanciato a marzo scorso dal Cineca, il consorzio interunivesitario che si occupa dell’anagrafe degli universitari.

E visto che dalle parti del MIUR non sembrano arrivare risposte concrete a tutela del diritto allo studio, i rettori delle università si stanno attrezzando per rendere un filino più “sociale” l’accesso alle università.

Come riporta Lettera 43: “L’università di Camerino, nelle Marche, ha deciso di esonerare dal pagamento delle tasse per il primo anno universitario tutti gli studenti che vivono sul territorio marchigiano e le cui famiglie sono strozzate dalla crisi. E così se uno o entrambi i genitori sono in mobilitazione, cassa integrazione o disoccupazione, le spese se le accolla l’ateneo.

Una politica non nuova per l’università di Bologna. L’Alma Mater per il terzo anno accademico consecutivo, infatti, ha scelto di non aumentare le tasse di iscrizione (adeguamento Istat a parte). Non solo: l’ateneo bolognese, nonostante i tagli del 15% delle risorse statali, ha aumentato del 10% gli stanziamenti per il diritto allo studio. In totale 22 milioni di euro. Tutti destinati, fanno sapere dall’università, “a premiare il merito e garantire la possibilità di studiare”.

Tra le iniziative “scontate” per venire incontro agli studenti, borse di studio a parte, quindi si contano gli esoneri totali o parziali in base al merito e al reddito e gli esoneri totali dai contributi a favore degli immatricolati con voto di maturità pari a 100 e lode.

E se l’ateneo di Bergamo ha bloccato le tasse universitarie, anche quello di Catanzaro ha promosso delle agevolazioni a vantaggio degli aspiranti dottori. Come funziona nella pratica? “È semplice: i diplomati con voto tra 80 e 90 hanno diritto a una riduzione del 15%, mentre chi ha raggiunto una votazione tra 90 e 100 del 30”.

Pure a Roma la laurea con sconto è diventata realtà. La Sapienza ha addirittura deciso di lanciare un pacchetto formato famiglia. E così sorelle e fratelli di studenti già iscritti pagano tra il 20 e il 30% in meno, in base al reddito. Se la passa ancor meglio chi si è diplomato con 100 e 100 e lode: a loro l’università di Roma Uno ha scelto di abbonare tutta la prima rata.

Neanche Roma Tre ha sottovalutato l’importante appuntamento con le immatricolazioni che l’attende. Pure qui tasse bloccate. E poi investimenti nell’innovazione (con nuovi laboratori) e nei servizi. A cominciare dall’aiuto offerto agli studenti nella ricerca degli alloggi e sui contratti di locazione da stipulare.

Proprio sulla sistemazione per i fuorisede punta la Luiss Guido Carli nella Capitale. La residenza studentesca dell’ateneo conta 80 posti in tutto. Chi in base al reddito, ha diritto all’alloggio, quindi, si troverà a dividere un appartamento con un collega a 300 euro mensili. “E non è l’unica agevolazione economica che offriamo agli studenti”, hanno spiegato dalla Luiss, “il servizio di navetta gratuita, dalla mattina alle 7.30 fino alle 21.30 di sera, con corse ogni 10 minuti su tutto il quartiere Trieste-Parioli (nei dintorni delle facoltà), infatti, è di sicuro un importante servizio offerto agli universitari”. Ma non finisce qui. Alla Luiss hanno deciso di puntare persino sui gadget: 100 tablet e 100 computer portatili in comodato d’uso per un anno ai diplomati con voti alti. D’altronde per stare sul mercato occorre essere competitivi. L’ultima parola, ora, spetta alle aspiranti matricole. Saranno loro a decretare il successo o meno delle misure anticrisi delle università. La stagione dei saldi d’ateneo è appena iniziata”.

In tempi di crisi e recessione, si punta sul futuro. Che segnali di questo genere siano un augurio a tutti i nuovi iscritti alle università italiane. Il futuro appartiene a chi ha il coraggio di mettersi in gioco, sempre che venga messo nelle condizioni di poterlo fare.

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