Approfondimenti Rivista — 09 agosto 2013

Quanto vale la cultura in Italia? Domanda legittima, che, nel corso di questi ultimi anni,mi sono posta più volte. Già, perchè, sebbene l’italia abbia una ricchezza culturale tra le più immense, non si è mai fatto nulla di veramente concreto per salvaguardarla e incentivarla.

Alcuni giorni fa,precisamente il 2 agosto, sembra sia stato fatto un piccolo passo in questa direzione, infatti, durante una riunione a Palazzo Chigi, è stato approvato un decreto legge, denominato “Valore Cultura”, presentato dal ministro per i beni culturali Massimo Bray.

Il ministro sembra deciso a risollevare le sorti del settore culturale che in questi anni ha sofferto le conseguenze di tagli,mancanza di fondi e incuria.

Sono diversi i punti toccati dal decreto:

1) In primo luogo è stato redatto un piano organizzativo per effettuare i necessari restauri a Pompei. Tale piano vedrà la presenza di un direttore generale che avrà il compito di gestire i lavori al sito,dovrà definire i tempi di realizzazione e coordinare un team di funzionari ed esperti.

2) Il secondo punto riguarda i musei con l’approvazione di un ritorno di introiti museali provenienti dal merchandising al ministero per i beni culturali.

3) Saranno stanziati fondi per i siti culturali che hanno bisogno di misure urgenti,per il completamento del progetto “Grandi Uffizi” e la costituzione del museo dello Shoah a Ferrara.

4) Si presta attenzione anche ai giovani artisti contemporanei affidando spazi demaniali a rotazione,tramite bandi pubblici semestrali ad artisti under 35.

Infine numerose sono le iniziative per rilanciare il cinema,le attività musicali e teatrali.

Le reazioni a tale decreto sono state contrastanti. Se da una parte associazioni come ANICA e AGIS hanno mostrato grande soddisfazione per il rinnovo del tax credit, dall’altra, l’ANAC (associazione storica autori cinematografici), si è mostrata meno entusiasta affermando: “Mentre accogliamo il ripristino, da parte del governo, del tax credit come segnale di un’auspicabile inversione di tendenza rispetto alle politiche distruttive attuate nel recente passato nei confronti del cinema italiano,non possiamo ignorare che questo provvedimento rappresenti solo una piccola boccata d’ossigeno offerta ad un malato in rianimazione, le cui condizioni restano critiche.”

Da parte mia mi sento concorde con questa affermazione in quanto questo decreto non deve rappresentare un punto di arrivo ma un piccolo punto di partenza per ricominciare a valorizzare una cultura che,per troppo tempo, è stata trascurata. Sì i punti elencati sono notevoli e promettenti ma è sbagliato adagiarsi sugli allori,bisogna continuare,con costanza,a lavorarci,per un miglioramento che sia continuativo nel tempo e che rispolveri finalmente l’immensa ricchezza che ci distingue.

E allora partendo da questo decreto ridiamo valore alla cultura!

Susanna Pultrone

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