News Rivista — 18 marzo 2013

Conclave, elezione del nuovo Papa e commenti post-presentazione. Non sono queste le uniche cose per cui il Vaticano riscuote interesse. 40 milioni di pagine, di cui 80,000 manoscritti e 8,000 libri scritti prima del 1501. Il patrimonio culturale tenuto al caldo nelle Librerie Vaticane Apostoliche è davvero un tesoro che andrebbe messo a disposizione dell’umanità, un dono di cui tutti dovrebbero poter conoscere almeno l’origine, una scatola da poter almeno aprire. Qualcuno ha pensato ad una soluzione, forse il progresso che sta cambiando e continuerà a sconvolgere la cultura potrebbe aprire anche le porte di questa cassaforte. Il 7 Marzo 2013 l’ EMC ( azienda di servizi informatici) ha presentato la sua proposta: trasformare i tesori vaticani in digitale. Il progetto richiederà nove anni per la realizzazione e porterà su schermo testi come “Sifra”, uno dei più antichi testi ebraici e il “Codice-B” manoscritto della Bibbia Greca risalente al IV secolo. Bodleian Library dell’Università di Oxford, la Fondazione Polonsky e l’Università di Heidelberg collaboreranno al progetto che consiste nel convertire in digitale e rendere quindi accessibile all’uomo tutto il patrimonio culturale.

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