News Rivista Senza categoria — 05 luglio 2013

Finalmente noto il trio vincente del Premio Strega 2013.

 

 

STREGA: LA SERATA DEL VINCITORE

Sulla vetta: Walter Siti con “Resistere non serve a niente”, edito da Rizzoli.

165 voti su 412 è stato il punteggio che ha determinato la sua vittoria.

“Mi sono dato perdente già da ieri. È una bella tattica per restare tranquillo. Un esercizio zen. Tutto quello che viene è in più. Ho pregato fin dall’inizio il mio editore di non informarmi e di tenermi fuori dai meccanismi del premio perché mi rendeva ansioso”. Trama: Tommaso, ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza con complessi psicologici, si muove in un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Il romanzo di Siti è uno sguardo nella famosa “zona grigia”, tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili.

 

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Al secondo posto: Alessandro Perissinotto con “Le colpe dei padri”, edito da Piemme.

78 voti a favore.

Trama: “Guido Marchisio, torinese, 46 anni, è un uomo arrivato. Dirigente di una multinazionale, appoggiato dai vertici, compagno di una donna molto più giovane e bellissima: la sua è una vita in continua ascesa. Fino al 26 ottobre 2011, una data che crea una frattura tra ciò che Guido è stato e quello che non potrà mai più essere. Quella mattina, infatti, un incontro non previsto insinua in lui il dubbio: possibile che esista da qualche parte un suo sosia, un gemello dimenticato, un suo doppio[…]”.

 

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All’ultimo gradino del podio: Paolo Di Paolo con “Mandami tanta vita” edito da Feltirnelli.

Solo un punto lo separa dal secondo posto. 77, infatti, i voti a favore.

Trama: “Febbraio 1926. Moraldo arriva a Torino per una sessione di esami, si porta dietro una strana rabbia e una valigia più pesante di quanto gli sembrasse alla partenza da Casale Monferrato. Dagli anziani coniugi Bovis, che lo ospitano, Moraldo apre la valigia e scopre che deve averla scambiata con quella di un fotografo di strada. Come per chiudere un conto in sospeso, Moraldo si mette ancora una volta sulle tracce di un suo coetaneo. Si chiama Piero. Moraldo gli ha scritto due lettere senza ottenere risposta, l’ha visto passare all’università circondato dal gruppo dei suoi amici. Qualcuno li definisce l’Accademia dei Patiti, ma Moraldo ammira quella vivacità intellettuale proteste, riunioni, giornali, libri. Ma l’ammirazione, nel silenzio, diventa invidia, e l’invidia diventa rancore. A volte si trova a spiarlo mentre passa sotto i portici, senza avere il coraggio di avvicinarlo. Ma adesso di Piero, a Torino, non c’è traccia. Con i suoi occhiali di miope, che sempre gli sfuggono dal volto, Piero ha percepito la minaccia e il pericolo di restare. Lo strappo non è facile: c’è Ada da lasciare sola, con il piccolo Paolo che ha appena un mese. Mentre Piero cerca una sistemazione e si ammala, Moraldo incontra il fotografo che ha preso la sua valigia. È una ragazza: leggera, disinvolta e imprendibile come un fantasma. Ma sarà proprio lei a tenere i fili del destino. Fino all’istante in cui Piero e Moraldo staranno finalmente per sfiorarsi.

Lo spoglio delle schede è stato seguito in diretta televisiva su Rai1 dalle ore 23.30 del 4 luglio. Un premio lascia dietro di sé orgoglio, rammarico, soddisfazioni, pressioni e poi le polemiche di Aldo Busi.

Visita il sito del Premio Strega

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